Se desideriamo rendere felici i bambini e non sappiamo quale preghiera recitare per loro, è sufficiente dire al Signore:
“Per la felicità dei bambini, offro la Coroncina alla Divina Misericordia per le anime dei nonni defunti.”
In questo modo superiamo la nostra preoccupazione di non sapere cosa chiedere o cosa offrire affinché i bambini siano felici.
I nostri nonni defunti, invece, sanno bene ciò che può renderli felici e pregheranno essi stessi Dio per ottenere la grazia che porterà gioia ai nostri figli
1. Chiedere perdono per i propri peccati.
(Possibilmente, prima fare un digiuno di 3–4 giorni. Purtroppo i bambini sono molto vivaci quando desiderano qualcosa; il digiuno calmerà tutto e terrà ogni cosa sotto controllo.)
2. Formulare la seguente intenzione di preghiera:
“Perdonami, Signore Gesù. Per la felicità di (nome del bambino/a), ti offro la Coroncina alla Divina Misericordia per l’anima del (nome del nonno/a defunto, genitore del padre o della madre del bambino).”
3. Recitare la Coroncina alla Divina Misericordia, preferibilmente meditando la Passione di Gesù.
In alternativa, si può pregare questa coroncina in modo più generico, senza specificare il nome del bambino o del nonno, dicendo semplicemente:
“Perdonami, Signore Gesù. Per la felicità dei bambini, ti offro la Coroncina alla Divina Misericordia per le anime dei nonni defunti.”
Poi sarà Gesù stesso a decidere chi raggiungere con la sua benedizione.
In aggiunta all’intenzione di preghiera, per noi stessi possiamo chiedere a Gesù: esempio ...bini, ti offro la Coroncina alla Divina Misericordia per le anime dei nonni defunti.
“e se é possibile Gesù, con questa Coroncina ti chiedo anche di farmi conoscere una verità.”
Per i meriti di Gesù e per l’intercessione dei nostri defunti, Dio illuminerà la nostra mente rivelandoci una verità che riguarda la nostra vita. La verità ci viene in nostro aiuto e libera dai castighi.
Per comprendere questa preghiera è necessario fare un passo indietro e domandarci: che cosa c’entrano le anime dei nonni defunti?
Molti santi, nella storia della Chiesa, affermano che il Purgatorio esiste e che molte anime non raggiungono subito il Paradiso. Per l’anima, quando le va bene, la divina giustizia prevede un tempo di purificazione in Purgatorio.
Tra i tanti santi che ne hanno parlato, la mistica austriaca Maria Simma è quella che più di tutti ci illumina sull’argomento, avendo offerto l’intera vita per aiutare le anime dei defunti a raggiungere il Paradiso.
Maria Simma insegnava che solo Dio può sapere con certezza dove si trovi un’anima dopo la morte: se in Paradiso, in Purgatorio o all’Inferno. A noi uomini non è dato saperlo. Tuttavia, abbiamo un potere enorme nei confronti delle anime del Purgatorio: possiamo aiutarle ad arrivare più velocemente in Paradiso, oppure — se non preghiamo — lasciarle attendere a lungo tra grandi sofferenze.
E tutto questo con una facilità disarmante: basta pregare.
Maria Simma affermava anche che le anime del Purgatorio non possono fare nulla per se stesse: sono totalmente impotenti e, se i vivi non pregano per loro, restano abbandonate. Perciò il nostro potere nei loro confronti è immenso.
D’altra parte, però, se non possono pregare per sé, possono invece intercedere per noi, ottenendoci numerose grazie e avvicinandoci al nostro Paradiso.
Lo scopo delle anime del purgatorio è purificarsi e pregare. Esse soffrono pazientemente e pregano cercando di riparare alle colpe commesse in vita.
Per questo un parente defunto, legato strettamente alla nostra famiglia — come i nonni, di cui siamo la diretta discendenza — farà di tutto per pregare e riparare per la propria famiglia, cioè per la loro discendenza. I nostri nonni defunti saranno felici nel vedere la loro famiglia felice. Non potendo più dimostrarci affetto con la loro presenza, lo fanno pregando Dio per noi. Tuttavia, hanno bisogno delle nostre preghiere affinché possano venire in nostro aiuto intercedendo per noi.
Nel mezzo di questo scambio d’amore c’è il nostro caro e amato Gesù, che si offre come vittima di espiazione, presentando se stesso al Padre per l’anima del defunto per cui preghiamo. Allo stesso tempo, Egli ascolta le preghiere dei nostri nonni in purgatorio e intercede presso il Padre Celeste per i nostri bambini.
Noi non possiamo parlare con i defunti, ma possiamo pregare Dio per loro; ed essi, allo stesso tempo, pregano Dio per noi. È Gesù il tramite che comprende le nostre necessità e ci dona ciò che è più opportuno, secondo le nostre richieste e quelle dei nostri nonni.
Perciò, con questa preghiera formulata così:
“Signore Gesù, per la felicità di (nome del bambino/a), ti offro la Coroncina alla Divina Misericordia per l’anima del nonno defunto (nome del nonno/a).”
non facciamo altro che chiedere a Gesù che siano i nostri amati nonni a pregare per la felicità del bambino, più di quanto potremmo fare noi.
I nonni che si trovano in purgatorio sono felici quando pregano per noi.
Il loro desiderio è vedere i propri figli e la propria famiglia felici; desiderano la famiglia unita e vogliono riparare alle mancanze commesse in vita, soprattutto verso i loro cari, affinché possano essere felici.
Offrendo Gesù al Padre per loro, richiamiamo l’amore di Dio su di essi, affinché siano liberati dalle loro sofferenze. E loro, che vedono molto meglio di noi i problemi che ci circondano, sanno esattamente per cosa è bene pregare per i propri nipoti.
Noi, spesso, non vediamo i problemi che rendono tristi i nostri figli e a volte non sappiamo nemmeno cosa fare per aiutarli. I nostri nonni, invece, vedono chiaramente ciò che li affligge e subito intervengono in nostra difesa, pregando con fervore Dio per noi e ottenendoci benedizioni, buona sorte, liberazioni e gli aiuti necessari per i bambini.
E, se ci sono situazioni difficili come divorzi, sanno cosa chiedere a Dio affinché i piccoli possano essere felici.
Molti bambini soffrono e portano sulle spalle le conseguenze e i pesi dei genitori. Questa preghiera serve proprio a liberarli da quelle colpe e da quei castighi che ricadono su di loro.
Pregando per i nostri nonni defunti e per i loro nipoti — cioè i nostri figli, che sono anche la loro discendenza — si uniscono i due estremi della famiglia in un cerchio di amore reciproco. E noi genitori, che siamo nel mezzo, saremo automaticamente felici, perché vedremo felici i nostri figli.
Si compie così un’opera d’amore che abbraccia tutto il ramo generazionale.
Perciò, se vedremo i nostri figli felici, lo saremo anche noi, i nostri genitori e naturalmente anche i nostri nonni defunti, perché con le nostre preghiere li avremo aiutati ad avvicinarsi a Dio e al Paradiso.
Pregando costantemente in questo modo — ma anche una sola volta può bastare — vedremo che riusciremo a fare qualcosa che renderà felici i nostri bambini. Nel suo mistero, Gesù ci metterà in movimento per la felicità dei figli: sbloccherà quelle situazioni difficili e chiuse che ci impediscono di aiutarli.
All’inizio non lo si comprende, ma dopo qualche volta avremo la prova certa che qualcosa è cambiato e che Dio è realmente intervenuto in nostro favore.
Un consiglio: dopo aver pregato, non restate indifferenti, ma attendete e vigilate nei giorni successivi. Senza accorgervene, vi ritroverete nella scena che il Padre ha preparato per voi, per rendere felici i vostri figli